Orari:

h.18.00 preceduto dall'incontro con le rappresentanti del Centro Antiviolenza Donna Ceteris
Per il Comune interverranno :
Barbara Cadeddu – Assessore alla Pianificazione Strategica e Istituti di Partecipazione;
Elisabetta Dettori – Presidente Commissione Pari Opportunità.
h.21.00 (replica)

Una produzione del Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari in collaborazione con la compagnia Il Crogiuolo.
Questo progetto partecipa all’iniziativa Ricucire il mondo – Cagliari contro la violenza promossa dalla Commissione e Assessorato Pari Opportunità del Comune di Cagliari per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Testo di Bepi Vigna
In scena: Rita Atzeri
Alessandro Muroni (pianoforte)
illustrazioni: Stefania Costa

durata: 40 minuti


La storia (basata su alcune fonti storiche) è quella di una bambina rapita dai pirati Saraceni sulle coste della Sardegna. Il suo percorso è raccontato come un itinerario iniziatico. Maria viene fatta schiava e venduta come prostituta, ma poi diviene la favorita del Bay, conosce l’amore e la ricchezza. Quando in vecchiaia riesce a ritornare nella sua terra dapprima è emarginata, considerata una strega, ma poi si trova ad ereditare i beni di un intero paese. Dopo la morte la sua immagine assurge a una dimensione quasi sacra, dato che una sua vesticciola viene ancora oggi venerata come la reliquia di una santa.

Il testo inedito di Bepi Vigna incentrato su questo affascinante personaggio femminile della tradizione sarda viene proposto al pubblico in forma di melologo: un concerto per voce e pianoforte, dove parola e musica vanno di pari passo, si inseguono, si aspettano, si passano il testimone.

La performance sarà accompagnata dalla proiezione delle illustrazioni di Stefania Costa, realizzate appositamente per questo evento del Festival Nues 2014.

La leggenda di Maria di Eltili

Nelle campagne tra Urzulei e Baunei si possono vedere ancora oggi i resti dell'antico abitato di Eltili. Si racconta che un tempo, in questo villaggio, abitasse una strana donna di nome Maria. Gli altri abitanti la ritenevano una strega e l'avevano emarginata, obbligandola ad abitare in una casa fuori dal paese. Maria, infatti, vestiva diversamente dalle altre donne, aveva il corpo coperto di curiosi tatuaggi e si esprimeva usando parole sconosciute. Inoltre, cinque volte al giorno, si inginocchiava verso oriente e pregava un dio diverso da quello dei cristiani.

La verità era che Maria, quando era ancora una bambina, era stata rapita dai Mori mentre con la madre tagliava delle canne nella spiaggia tra Lotzorai e Girasole. Portata in Africa, gli era stato dato il nome di Meriem Bentalì ed era divenuta la favorita del Bay di Tunisi, il quale l'aveva tenuta con sé per quasi vent'anni. In tutto questo tempo la fanciulla aveva potuto assimilare gli usi e i costumi dei musulmani, convertendosi anche alla loro religione. In seguito a uno scambio di prigionieri, era stata poi riportata nella sua terra e da allora aveva sempre vissuto a Eltili.

Un brutto giorno la peste si abbatté sul paese. Maria fu l'unica a salvarsi e divenne così la proprietaria di tutte le terre intorno al villaggio. Si ritrovò dunque ricca, ma anche terribilmente sola.

Stanca di non vedere mai nessuno, si recò a Urzulei con l'intento di donare tutti i suoi averi a quel paese in cambio di una casetta e di una capra che le desse il latte. Ma gli abitanti di Urzulei la cacciarono via temendo che potesse portare il contagio.

Maria se ne andò allora sulla montagna, decisa a lasciarsi morire. Un pastorello di Baunei, vedendola sola e triste, la invitò a recarsi con lui in paese. I baunesi accolsero Maria con ospitalità e la donna, per ringraziarli, cedette loro tutte le sue proprietà. Questa storia spiegherebbe perché i territori di Eltili appartengano ancora oggi a Baunei invece che ad Urzulei, che pure è più vicino all'antico paese scomparso.

A Baunei, si conserva ancora una piccola veste di bambina, che si ritiene appartenesse a Maria; la donna l'avrebbe portata con sé da Eltili come ricordo”.

(da Il popolo delle leggende, di B. Vigna, ed. Condaghes, 1997).

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